Evoluzione contenitori & vassoi

Evoluzione contenitori & vassoi per il confezionamento di carni fresche e elaborati con la tecnologia skin. Nuovi materiali.

Non ancora sufficientemente apprezzata dal mercato la confezione di carni fresche con le tecnologie skinpack e overskin si ritiene sarà in forte espansione nei prossimi anni in conseguenza della migliore conservabilità del prodotto in termini di self life, maggiore durata del prodotto sullo scaffale rispetto alle confezioni tradizionali in stretching e persino in atmosfera protettiva ma anche e non da meno, in termini di conservazione delle proprietà organolettiche dei prodotti confezionati.

Caratteristica quest’ultima che il consumatore non conosce e ancora non è in grado di apprezzare: aperta la confezione, superata la prima impressione con l’esalazione di aromi e di acido lattico, i prodotti, soprattutto le carni rosse si presentano nella loro colorazione caratteristica e nell’immagine di freschezza tipica del prodotto appena tagliato anche dopo due-tre settimane di stazionamento della confezione nel banco frigorifero.

Cominciano ad apparire confezioni overskin con vassoi per il momento in multistrato a base polipropilene soprattutto in alcuni tagli di maggior pregio: il petto d’anatra in Francia, i filetti di angus in UK e qualche pioniere anche in Italia.

I produttori di film termoretraibili per il top di chiusura iniziano a proporre nuove gamme di prodotti con materiali barriera innovativi di spessore sottile ad alta trasparenza “modellabili” in perfetta aderenza sul prodotti.

I principali costruttori di macchine termo sigillatrici introducono l’opzione skin sulle tradizionali macchine di chiusura delle vaschette per l’atmosfera protettiva.
Le nuove confezioni sono ormai molto lontane dalla loro definizione originaria di “sottovuoto in vassoio”: nell’overskin il prodotto è completamente incassato nella vaschetta e il film viene fatto aderire non solo saldato lungo il bordo come in passato ma all’intera superficie non occupata dal prodotto della vaschetta dove film e vaschetta formano un tuttuno assolutamente “solidale”.

Alle nuove vaschette si richiede:

  • maggiore “pelabilità” in funzione della più ampia superficie saldata
  • maggiore termo resistenza: la testa di saldatura scalda fino a 185° C, sia pure per un brevissimo periodo tutta l’area della pellicola che sarà saldata
  • maggiore rigidità: la vaschetta non è più un semplice vassoio ma essendo alta come il prodotto che dovrà contenere diventa alta quasi come una vaschetta per il confezionamento in ATM, inoltre i vuoto non è compensato con l’immissione di gas. Durante il processo non deve accartocciarsi o deformarsi
  • disegno morbido con raggiature ampie e graduali per favorire la saldatura anche lungo le pareti verticali
  • peso e di conseguenza spessore il più possibile contenuto.

Si è reso pertanto necessario sperimentare e approntare un nuova gamma di vaschette e soprattutto nuovi materiali in grado di assicurare le caratteristiche sopra descritte. I risultati : produrre per queste applicazioni vaschette in PET in alternativa al polipropilene..

Normalmente è usato il polipropilene per contenitori laddove è richiesta termoresistenza più elevata, pastorizzazione o addirittura sterilizzazione e recentemente anche per vassoi skin. Il polipropilene oltre che difficile lavorabilità nella termoformatura per spessori sottili o per contenitori alti, presenta limiti in termini di trasparenza e di qualità estetiche dei manufatti oltre che rigidità inferiore (oltre il 20%) rispetto al PET.

Il PET solo nella versione CPET dove con un processo di raffreddamento accelerato nello stampo di termoformatura viene mantenuto vicino al suo punto di transizione vetrosa offre prestazioni di termo resistenza eccellenti (molto più performanti dello stesso polipropilene).

Il materiale e il processo di termoformatura del CPET è comunque molto costoso ed ha tuttora per questa ragione una diffusione limitata ai contenitori per prodotti precucinati da rinvenire in forno tradizionale.

Si stanno mettendo a punto nuovi materiali e blend (mescole a base PET e PS) con materiali inerti e cariche e/o materiali della stessa famiglia come ad esempio il PEN (polietilene naftalatato) per migliorare la resistenza termica.

I nuovi compound sono affidati a fornitori esterni per l’estrusione del film per la termoformatura. Alcune prove di lavorabilità su manufatti termoformati sono già state fatte.

Nel frattempo, esito della medesima campagna di sperimentazione sono state accettate da alcuni clienti prove su blend PET semiespanso: la resistenza termica ancora non è ancora sufficiente ma si è ridotto il peso della vaschetta con la stessa rigidità del 15%.

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